Amniocentesi

Che cos’è? L’amniocentesi è l’esame che prevede la puntura del sacco amniotico per il prelievo di liquido amniotico (liquido in cui nuota il bambino all’interno del sacco amniotico). Il prelievo del liquido amniotico, a fine diagnostico, può essere effettuato, con scopi diversi, precocemente o tardivamente nel corso della gravidanza. Esso permette di esaminare le cellule fetali in esso sospese per effettuare l’esame del cariotipo del feto, cioè l’analisi dei cromosomi fetali per escludere malattie del tipo Sindrome di Down, detta anche Trisomia 21; può contribuire ad individuare altre anomalie cromosomiche, disturbi legati al sesso, malattie metaboliche come la malattia di Tay-Sachs o anomalie dello sviluppo. Con l’amniocentesi precoce si possono individuare anche malformazioni del tubo neurale attraverso il dosaggio dell’alfa-feto proteina. L’esame consiste nel prelievo di una piccola quantità (10-20 ml) di liquido amniotico e nell’analisi chimica e microscopica di tale campione. L’amniocentesi si esegue di solito per via transaddominale sotto guida ecografica. La tecnica del prelievo è semplice: si usano aghi lunghi almeno 10-12 centimetri, del diametro di 1-1,2 millimetri, a punta molto affilata e si adottano le usuali norme d’asepsi; consente anche il prelievo di cellule fetali per diagnosi prenatale. A chi si rivolge? Consigliato alle donne di età superiore ai 35 anni Coppie con familiarità Si ricorda che l’età non è l’unico criterio per decidere in merito all’opportunità di una diagnosi citogenetica invasiva come il prelievo di villi o di liquido amniotico o con test non invasivi quali il SaFe Test Rischi È una manovra invasiva ma a bassissimo rischio di effetti indesiderati. Infatti, i rischi dell’amniocentesi precoce sembrano essere piuttosto ridotti; in particolare vi è motivo di ritenere che sia alquanto remoto il pericolo di provocare un aborto (0,7%), un’infezione del liquido amniotico, una perdita di liquido amniotico. Affidabilità al 100% Note Per evitare al massimo gli inconvenienti, questa pratica viene effettuata sotto guida ecografica in modo tale che lo specialista conosca l’esatta posizione del bambino e della placenta. L’ago usato per il prelievo è così sottile che causa solamente un lieve fastidio, come una puntura intramuscolare. Dopo l’esame si consiglia riposo domiciliare per due giorni a scopo cautelare. Infine si ricorda che è consigliato in tutte le gravidanze, come suggerito dalle più importanti Società scientifiche, un esame ecografico a 20-22 settimane per lo studio dell’anatomia fetale e per la valutazione della crescita del feto.

Tags: , ,

Trackback from your site.