Come affrontare gli attacchi di panico? - In Salus - Centro Medico Polispecialistico di Lecco

Come affrontare gli attacchi di panico?

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Qualche mese fa in questo articolo la psicoterapeuta Marta Monciotti aveva parlato di attacchi di panico e di come spesso possa sembrare un dolore che uccide, che viene per annientare, eppure da questa forza inarrestabile origina la vita.

  Vediamo ora insieme cosa si può fare quando ci sentiamo vittime di attacchi di panico.
Non si può scappare da questi attacchi, anzi più tentiamo di evitarli più li rinforziamo e si rinforza la paura che possano capitare.

Prendi consapevolezza che:
Non stai morendo: Il primo passo è cominciare ad accorgersi che anche se la sensazione che si prova è terribile non stiamo realmente morendo. Molto spesso le persone che hanno un primo attacco di panico finiscono in pronto soccorso perché quello che stanno provando a livello fisico e psichico è talmente forte che si ha la netta sensazione di morire. Ma così non è, non stiamo davvero per morire!

Non dura per sempre: occorre ricordarsi che il panico è come un’onda molto potente: arriva, sale e ci sommerge col suo impeto ma poi se ne va. Solitamente un attacco dura nel complesso 20/30 minuti e poi scema, lasciando la persona svuotata.

Non opporti: l’attacco di panico chiede di essere ascoltato, non combattuto! Anche se sembra un paradosso, la cosa più importante da fare con il panico è proprio cedere alla sua energia.

Col corpo e con la mente. Cedere significa non irrigidirsi, ascoltare i sintomi che arrivano e lasciare loro spazio, lasciare che facciano il loro lavoro. Cedere significa smettere di tentare di tenere sotto controllo la propria vita, e accettare il fatto che possa arrivare un attacco di panico.

Non vergognarti: molte persone temono che questa cosa possa accadere in pubblico e se ne vergognano.

Questo porta allo sviluppo di tutta una serie di comportamenti per evitare situazioni in cui l’attacco potrebbe presentarsi, situazioni che vengono associate all’attacco di panico o in cui la persona teme di far vedere questo lato di sé. Spesso, ad esempio, l’ambiente lavorativo è uno dei luoghi dove non si vorrebbe far vedere questo problema, per paura di venire etichettati o giudicati.

Se assecondi questa cosa però, rischi di restringere sempre più la tua vita, riducendola dentro un confine sicuro ma soffocante.

Vai in cerca del tuo istinto e rinasci: spesso l’attacco di panico diventa l’occasione per le persone di fermarsi e di guardarsi, per la prima volta dopo molto tempo iniziano ad ascoltarsi davvero e scoprono quasi sempre di aver tagliato fuori dalla loro vita parti importanti e vitali di se stessi. Lentamente, con pazienza e coraggio, è possibile riavvicinarsi alla voce dell’istinto, riemergono sogni e desideri sepolti, ricompaiono passioni e interessi e la vita, quella vera, riprende a scorrere.

 

Psicoterapeuta Marta Monciotti