Come spiegare la morte ai bambini - In Salus - Centro Medico Polispecialistico di Lecco

Come spiegare la morte ai bambini

Una delle cose che ci mette più in difficoltà è quella di affrontare alcuni argomenti particolari con i bambini. Parlare della morte di una persona cara o vicina è tra questi: vorremmo non doverlo fare, ci sfuggono le parole, vorremmo proteggerli e tenerli lontani da tutto questo.

Pensiamo che i bambini non siano pronti per certe cose, per capire, che non abbiano gli strumenti per stare con il dolore…

Ma ci sbagliamo!

Nessuno come i bambini sa della vita: non tanto perché l’ha già vissuta, no quello no; e nemmeno perché hanno letto, studiato, capito. No, i bambini sanno della vita perché la SENTONO. La vivono senza filtri attraverso la loro pelle, assorbono anche ciò che è impalpabile e lo comprendono nel senso che lo portano dentro.

I bambini sanno e hanno bisogno di adulti capaci di stare con loro dentro le cose che accadono.

Esprimete ciò che provate!

Quando si vive un lutto, in famiglia o comunque vicino, il bambino sente quello che sta accadendo, percepisce la tristezza, la rabbia e il dolore di chi lo circonda. Non occorre mascherare o nascondere queste emozioni: occorre esprimerle in maniera sana e adulta permettendo così al bambino di riconoscere quello che lui stesso prova. “Anche la mamma a volte è triste e piange, proprio come me.” Ecco che nel riflesso dell’adulto il bambino impara qualcosa su di se’. Impara che può esprimere ciò che prova e che c’è un modo per stare con queste cose. Impara a dar loro un nome. Impara a non averne paura.

Nominate quanto è accaduto, non create segreti!

Con le giuste parole tutto può essere detto: non parlare della morte e di quanto successo crea una zona d’ombra che blocca tutti, grandi e piccoli. Occorre dire con parole semplici, non occorre spiegare ma raccontare come se fosse una fiaba. I bambini sono calati in questo regno e vivono molto lontani dalla logica e dalla razionalità dell’adulto. Le domande che fa sono volte a scoprire, nascono dalla sua innata curiosità per la vita e per tutto ciò che accade in essa. Ascoltate cosa ha da dire, le domande che fa, i pensieri che porta: vedrete che saprà essere molto più saggio di quanto a volte lo siamo noi adulti. E se si spinge molto lontano con domande a cui non avete risposta, permettetevi di dire, semplicemente: “amore, questa cosa non la sa nemmeno il tuo papà”.

Lasciateli partecipare!

La morte è sempre carica di riti che l’uomo ha creato per segnare il passaggio che sta avvenendo. I riti sono tempi sacri, caratterizzati da gesti, luoghi, parole precisi, che servono e accompagno il defunto ma soprattutto chi resta. Lasciate che i bambini non restino del tutto estranei a questi momenti. Ne hanno bisogno come ne ha bisogno l’adulto, sono per loro uno strumento per comprendere e per assimilare quanto accaduto. Scegliete come farlo ma fatelo, non abbiate paura che vedano, i loro occhi e i loro cuori sono pronti ad accogliere quanto accade e il sentirsi parte della comunità crea quel legame profondo indispensabile alla crescita.

In realtà, se andrete oltre la vostra paura, scoprirete che sono proprio loro i veri maestri: i bambini hanno molto da ricordarci e insegnare sul giusto modo di stare nella vita!

Psicoterapeuta Marta Monciotti