Audiometria - In Salus - Centro Medico Polispecialistico di Lecco

Audiometria

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Perché fare un esame audiometrico?

Un esame audiometrico completo permette di stabilire in modo puntuale la capacità uditiva del paziente e di riconoscere diverse patologie dell’orecchio altrimenti non diagnosticabili.

 

Cos’è l’audiogramma?

L’audiogramma è una rappresentazione grafica della capacità uditiva dell’individuo. Si basa sui dati ricavati durante l’esame audiometrico (o esame dell’udito) è un test volto a misurare le soglie uditive, cioè i suoni più deboli che una persona riesce a percepire a una data frequenza.

L’impulso viene trasmesso per via aerea o per via ossea e può essere costituito da toni puri (audiometria tonale) o da parole/frasi (audiometria vocale).

 

A cosa serve l’audiogramma?

L’audiogramma permette di determinare l’eventuale presenza di ipoacusia e, in base ai risultati, stabilire dov’è localizzato il problema, se nell’orecchio stesso o nel sistema di trasmissione.

Esistono quattro tipi principali di ipoacusia: trasmissiva, neurosensoriale, mista e neurale.

 

Come si svolge l’esame dell’udito?

L’audiometrista invia alle cuffie dei suoni a diversa intensità e frequenza, iniziando dai toni bassi per arrivare a quelli alti, e invita il paziente ad alzare la mano o a premere un pulsante ogni volta che percepisce quel suono.

Le soglie di udibilità vengono quindi registrate in un grafico e vanno a formare la curva caratteristica dell’udito o audiogramma.

Lo schema è costituito da un sistema di assi cartesiani: sull’asse verticale è riportata l’intensità, espressa in decibel (dB), con i suoni più deboli in alto,  sull’asse orizzontale vengono riportate le frequenze, espresse in Hertz (HZ), con le frequenze più basse (125 HZ) a sinistra e quelle più alte (8000 Hz) a destra. La linea 0 dB non indica l’assenza di suono, ma rappresenta il suono più debole che una persona con udito normale riesce a percepire.

 

Sintomi e rischi in base all’età

Il bambino: ripete spesso “E’?”, lo chiami e non risponde, sembra assorto, problemi di linguaggio soprattutto con le consonanti come la “s “e la “f”.

Rischio: non sviluppare correttamente il linguaggio, compromesso il corretto sviluppo cognitivo e sociale.

L’adulto: difficoltà di comprensione in ambienti con rumori di fondo, si lamenta che in televisione parlino tutti troppo velocemente e con poca chiarezza, al cinema chiede all’accompagnatore “…cosa hanno detto?” di conseguenza smette di frequentarlo, difficoltà a partecipare alle conversazioni di conseguenza non partecipa volentieri a riunioni conviviali.

Rischio: isolamento sociale, depressione

L’anziano: tiene la televisione ad alto volume, non sente il campanello della porta o lo squillo del telefono, in riunioni conviviali tende ad isolarsi.

Rischio: decadimento cognitivo, isolamento.


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