Cos'è l'invidia e come farne un buon uso? - In Salus - Centro Medico Polispecialistico di Lecco

Cos’è l’invidia e come farne un buon uso?

invidia Marta Monciotti
L’invidia è un’emozione spesso negata. È difficile ammettere a noi stessi o agli altri che proviamo invidia per qualcosa o qualcuno. Il dottor Colombo, in uno dei precedenti post, ha parlato di quanto questa emozione sia frequente e tipica del periodo dell’adolescenza, ma essa accompagna spesso anche noi adulti!
Vediamo un po’ come farne un buon uso.
Come tutte le emozioni, anche l’invidia ha bisogno di essere riconosciuta e accettata perché ci dà indicazioni importanti su noi stessi.

“GUARDARE MALE”
L’invidia è un intricato intreccio di desiderio, mancanza e orgoglio. Proviamo un profondo desiderio verso una qualità, un oggetto, una situazione, un modo di essere che vediamo all’esterno, in qualcun altro; ma lo nascondiamo e ci limitiamo a provare solo il fastidio, la rabbia, il rancore, la tristezza per questa mancanza.
Invidia infatti deriva da “invidere” che significa “guardare male”: quando siamo calati in questa dimensione guardiamo male, solo una parte del disagio e perdiamo di vista il resto.

IMPARARE A GUARDARE BENE!
Se riconosco l’invidia posso permettermi di accedere a ciò che l’ha davvero generata: il desiderio. Attraverso questa emozione possiamo riconoscere i nostri desideri più grandi, quelle spinte a crescere e a trasformarci che solo attraverso l’incontro con l’altro, con l’esterno si rendono visibili! Ecco allora che se “guardiamo bene” l’invidia ci mostra qualcosa di importante e ci muove per poterla raggiungere!

Anziché arrotarci passivamente su noi stessi nel fastidio, possiamo diventare attivi e andare verso i nostri desideri.

PROVARE A DIRSI DI SÌ!
In fondo, in fondo, però, dobbiamo ricordarci che dietro l’invidia si nasconde anche un altro attore: la paura di non farcela, la mancanza di fiducia in noi e nella vita. Una vocina dentro ci dice “tanto tu non puoi farcela”, “non arriverai mai così in alto”, “non sarai mai così”! Si tratta del nostro sabotatore interno, un compagno di viaggio molto scomodo che blocca qualsiasi spinta alla crescita e al cambiamento. Se riusciamo a riconoscere tutto questo, si apre una possibilità nuova: possiamo provare a dirci “si”, possiamo far tacere la voce che ci blocca e possiamo tentare di toccare quei desideri che ci abitano.
La vita è desiderio, fin dalla nascita, la vita è tentare, la vita è provare a superare quei paletti che da soli ci siamo messi intorno!

Buon viaggio!


Psicoterapeuta Dott.ssa Marta Monciotti