01.09.2020

Conoscere il papilloma virus per affrontare l’infezione con consapevolezza

Che cos'è il papilloma virus?

Il papilloma virus (o HPV) è molto diffuso sia a livello cutaneo (è il virus responsabile delle verruche) sia a livello genitale. È responsabile della più frequente infezione a trasmissione sessuale e colpisce in egual misura tanto le donne quanto gli uomini.

Quali sono le conseguenze del papilloma virus?

Le manifestazioni correlate all’infezione da papilloma virus possono variare dalla completa assenza di sintomi allo sviluppo di diversi tumori di cui ne è la causa; il principale è il tumore del collo dell’utero.

Fortunatamente moltissimi sono i soggetti che si infettano ma pochi, in proporzione, quelli che sviluppano tumore.

Ad oggi però non abbiamo a disposizione test che ci permettano di predire chi svilupperà le manifestazioni più gravi correlate all’infezione e chi la eliminerà senza aver alcun danno alla salute.

Per questo motivo l’arma più importante è la prevenzione.

Prevenzione del Papilloma virus

Per il papilloma virus la prevenzione è molto efficacie e può essere effettuata a più livelli.

La prevenzione cosiddetta primaria è volta a evitare che un soggetto contragga l’infezione. È, quindi, una prevenzione “a monte” ed è rappresentata dal vaccino. Oggi è in commercio un vaccino nonavalente che protegge contro 9 genotipi di HPV e previene il 90% dei tumori ad esso correlati. In Italia, e in Lombardia in particolare, viene somministrato facoltativamente e gratuitamente ai bambini e alle bambine di 12 anni.

La prevenzione cosiddetta secondaria mira ad identificare precocemente le lesioni provocate dal papilloma virus. Per il collo dell’utero, da ormai più di 50 anni la pietra miliare di questo tipo d prevenzione, è senz’altro il pap test che ha permesso di ridurre sensibilmente le donne la mortalità per questo tumore grazie alla diagnosi precoce.

Oggi abbiamo fatto un passo avanti e per la prevenzione secondaria disponiamo del HPV test, un prelievo in tutto sovrapponibile al pap test ma che cerca, non le lesioni già presenti, ma il DNA del virus permettendoci di giocare d’anticipo e di individuare le donne con infezione e quindi più a rischio.

Proprio sull’utilizzo del HPV test si stanno basando i diversi programmi di screening per il tumore del collo dell’utero. In molte regioni d’Italia ha già affiancato il pap test e, in alcune fasce di età, lo ha sostituito.

Come si intuisce molto sappiamo di questa infezione virale. Conosciamo cosa provoca ma soprattutto conosciamo come prevenire le conseguenze più gravi.

Articolo di:

Dell’Anna Tiziana

Ginecologa