09.02.2021

la pandemia e l'aumento di peso

Il periodo storico che stiamo affrontando con fatica si ripercuote, secondo numerosi studi clinici e ricerche sulla nostra salute e non ultimo sul nostro peso.

I numeri dell'aumento di peso legati alla pandemia

Secondo infatti una ricerca di Coldiretti, gli italiani sono aumentati in media di 2kg durante il periodo di lockdown, questo dato è addirittura ottimista se confrontato con il risultato di uno studio multicentrico condotta da Fondazione ADI dell’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica (ADI) su un campione di 1300 pazienti; secondo il quale l’aumento medio di peso è stato di 4kg con punte molto elevate ne l 4% della popolazione intervistata.

Le cause dell'aumento di peso durante la pandemia

A tutto ciò hanno sicuramente contribuito le nuove modalità di lavoro (lo smart working) e le restrizioni alle uscite e alla possibilità di svolgere delle attività fisiche, a ciò si è aggiunto un grande ricorso al “confort food” - sottolinea Coldiretti - la spesa per cibo è aumentata del 18%, si è registrato infatti un aumento del consumo di farine e semole +150%, +14% pane, crackers e grissini, impasti base e pizze +38%, +13% dolci, +24% primi piatti pronti solo per citare qualche numero.

Anche nella mia pratica quotidiana, riscontro un elevato numero di persone che in questa situazione hanno ridotto l’attività fisica e aumentato i cibi di conforto con conseguente aumento di peso, a volte addirittura repentino ed incontrollato.

In questo scenario , chi già era affetto da obesità si è trovato nelle condizioni più svantaggiose per potersi prendere cura del proprio peso e della propria persona, con il risultato che spesso il peso è andato peggiorando e con esso può peggiorare anche la salute e il morale.

Una cattiva alimentazione causa squilibri in tutto il corpo

A questo possiamo aggiungere che l’asse intestino-cervello, importante sia per le attività immunitarie che per gli stati emotivi, risulta alterato mettendoci in una condizione di maggior fragilità.

Inoltre una cattiva alimentazione, associata all’obesità, favorisce lo squilibrio del nostro microbiota intestinale. Numerosi studi scientifici hanno messo in relazione l’obesità allo squilibrio del microbiota intestinale (disbiosi) condizione che crea maggior infiammazione sistemica e che agisce inoltre indebolendo le nostre difese immunitarie.

La risposta del Centro In Salus

Il centro per l’obesità In Salus nasce con lo scopo di lavorare in questo senso per aiutare coloro che soffrono di obesità finanche di obesità grave a lavorare sulla propria condizione, ad iniziare a perdere peso in modo deciso e continuativo.

Questi risultati sono possibili grazie al lavoro di squadra che da noi viene svolto: Il paziente viene seguito da un fisioterapista che la aiuterà nella pratica dell’attività fisica, da una psicologa, la dott.ssa Marta Monciotti che si occupa del supporto psicologico necessario per perseguire e mantenere gli obiettivi che vengono man mano raggiunti e da me, un biologo nutrizionista che seguirà la persona per tutto il percorso dal punto di vista alimentare.

Dal punto di vista medico, in senso stretto, per il paziente sono programmati controlli periodici con i migliori specialisti del settore:

  • Il Dott. Marzano, chirurgo bariatrico
  • Il Dott. Balza, endocrinologo e diabetologo
  • Il Dott. Spini, diabetologo
  • Il Dott. Pozzi, nefrologo

Il Centro In Salus si prende cura del paziente a 360 gradi per restituirgli una nuova vita in salute.

Articolo di:

Favruzzo Mauro

Nutrizionista