Come riconoscere il piede piatto nel bambino e quando trattarlo? - In Salus - Centro Medico Polispecialistico di Lecco

Come riconoscere il piede piatto nel bambino e quando trattarlo?

piedi piatti insalus | insalus Il piede piatto è una deformità caratterizzata da un abbassamento dell’arcata plantare fino alla sua completa sparizione. Lo sviluppo dell’arcata plantare inizia verso i 2-3 anni e si completa verso l’età della pubertà (12-14 anni). Vari studi clinici hanno evidenziato che le persone con piede piatto o perdono circa il 30% della loro potenza di spinta durante il cammino, con aumentato rischio di sviluppare l’artrosi nel corso della loro vita. In più, nei bambini un appoggio non corretto del piede potrebbe condizionare lo sviluppo degli arti inferiori creando deviazioni dell’asse biomeccanico. Prima della pubertà il trattamento consigliato è l’utilizzo di plantari, particolari “solette” fatte su misura, da utilizzate nelle calzature. Lo scopo è di sostenere il piede garantendo un allineamento corretto degli arti inferiori durante l’accrescimento corporeo. Dopo la pubertà (12-14 anni) è consigliabile l’intervento chirurgico correttivo che consiste nell’inserimento di una vite (solitamente di titanio, materiale anallergico e compatibile con l’esecuzione di esami strumentali come la risonanza) previa valutazione clinica e radiografica dei piedi. L’intervento chirurgico (di durata di qualche minuto) è eseguito in sedazione profonda in regime di Day Hospital e il paziente, dopo un’osservazione di circa 2-3 ore può tornare a casa. Si può cominciare da subito a camminare sul piede operato, aiutandosi se necessario con delle stampelle, e riprendere ogni tipo di attività sportiva entro i primi 20-30 giorni dall’intervento chirurgico. Si preferisce operare un solo piede alla volta, partendo dal quello più “brutto” dal punto di vita clinico e/o radiografico, e valutando nei successivi mesi la necessità di correggere o no anche il secondo piede (alcune volte il secondo piede si “autocorregge” sfruttando la crescita residua del corpo).

Dott.ssa Artemisia Panou