I Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) – come anoressia nervosa, bulimia nervosa e disturbo da alimentazione incontrollata – sono condizioni complesse che coinvolgono non solo l’alimentazione, ma anche aspetti psicologici, relazionali e medici della persona.
Per questo motivo il loro trattamento richiede sempre un approccio multidisciplinare, in cui diverse figure professionali collaborano in modo integrato.
Tra queste, il nutrizionista svolge un ruolo importante nella riabilitazione nutrizionale e nella ricostruzione di un rapporto sano con il cibo.
DCA e alimentazione: l’importanza del nutrizionista
Nei DCA il comportamento alimentare risulta alterato: possono essere presenti restrizione, digiuno, abbuffate, condotte compensatorie o schemi rigidi di controllo.
L’intervento nutrizionale ha quindi l’obiettivo di:
ristabilire un’alimentazione adeguata per quantità e qualità
normalizzare la distribuzione dei pasti
ridurre comportamenti disfunzionali (restrizione, abbuffate, eliminazione)
favorire un miglioramento dello stato nutrizionale e della salute fisica
Questi obiettivi sono riconosciuti anche dalle linee guida nazionali sulla riabilitazione nutrizionale nei DCA.
Non è “dare una dieta”: la specificità del lavoro nutrizionale nei DCA
A differenza della nutrizione in altri ambiti clinici, nei disturbi alimentari l’intervento del nutrizionista non si limita alla prescrizione di un piano alimentare.
Il lavoro nutrizionale comprende:
anamnesi alimentare approfondita e storia del rapporto con il cibo
valutazione dello stato nutrizionale e delle abitudini
esposizione graduale ai cibi evitati o temuti
rieducazione ai segnali di fame e sazietà
costruzione di schemi alimentari flessibili e sostenibili
L’obiettivo non è “correggere” un comportamento, ma aiutare la persona a ricostruire fiducia nel proprio corpo e nelle sensazioni alimentari.
La riabilitazione nutrizionale: obiettivi e fasi
La riabilitazione nutrizionale nei DCA varia in base alla diagnosi e allo stato clinico, ma può includere diverse fasi:
1. Stabilizzazione nutrizionale
Nei casi di sottopeso o malnutrizione, il primo obiettivo è ripristinare un apporto energetico adeguato e uno stato nutrizionale sicuro.
2. Normalizzazione del comportamento alimentare
Si lavora sulla regolarità dei pasti e sulla riduzione dei comportamenti disfunzionali.
3. Flessibilità alimentare
Viene introdotta gradualmente la varietà alimentare, includendo anche i cibi temuti o evitati.
4. Autonomia e mantenimento
La persona acquisisce competenze per gestire l’alimentazione in modo autonomo e non rigido.
Le modalità operative possono includere alimentazione guidata, pasti assistiti o training di familiarizzazione con il cibo.
Il nutrizionista nel team multidisciplinare
Le linee guida indicano che il trattamento dei DCA deve essere integrato e pluriprofessionale, coinvolgendo medico, psicoterapeuta, psichiatra, ginecologo e nutrizionista.
Il nutrizionista collabora con le altre figure per:
monitorare lo stato nutrizionale e metabolico
adattare il percorso alimentare al lavoro psicologico
condividere obiettivi e strategie terapeutiche
sostenere la motivazione al cambiamento
Il supporto nutrizionale è efficace solo se inserito in questa rete terapeutica.
L’alleanza terapeutica: un elemento chiave
Nei DCA il rapporto con il cibo è spesso carico di paura, controllo e ambivalenza.
Per questo l’approccio nutrizionale deve essere:
non giudicante
graduale
collaborativo
centrato sulla persona
Le linee guida sottolineano che un approccio flessibile e non coercitivo favorisce l’aderenza e l’autostima del paziente.
Il coinvolgimento della famiglia
Soprattutto nei pazienti più giovani, il nutrizionista può lavorare anche con i familiari per:
fornire indicazioni sui pasti e sull’organizzazione alimentare
ridurre dinamiche di controllo o conflitto sul cibo
sostenere il percorso terapeutico a casa
Il coinvolgimento familiare è considerato un elemento importante del trattamento dei DCA.
Quando rivolgersi a un nutrizionista esperto in DCA
È consigliabile un supporto nutrizionale specializzato quando sono presenti:
restrizione alimentare marcata
paura intensa di alcuni cibi
abbuffate o perdita di controllo
condotte compensatorie
forte rigidità alimentare
alterazioni del peso o dello stato nutrizionale
Un intervento precoce migliora la prognosi e riduce il rischio di cronicizzazione.
Nel trattamento dei Disturbi del Comportamento Alimentare, il nutrizionista non è il professionista che “dà una dieta”, ma una figura terapeutica che accompagna la persona nel recupero di un rapporto equilibrato con il cibo e con il proprio corpo.
Inserito in un’équipe multidisciplinare, il suo intervento contribuisce in modo determinante alla riabilitazione nutrizionale, alla salute fisica e al percorso di guarigione complessivo.